• Rose sì, ma selvatiche, come recita l’intestazione della nuova collana di Ponte alle Grazie dedicata, con vocazione omnibus, alla natura. Dove alle Lezioni di giardinaggio planetario di Lorenza Zambon (pp. 110, € 10.00) che ripropone sulla carta il travolgente ritmo affabulatorio dei suoi spettacoli teatrali, invito sferzante a farci giardinieri del pianeta, si affiancano le suggestioni del progetto paradosso, del pensiero selvatico, sovversivo di ogni monocoltura, di Angelo Naj Oleari, Armonia selvatica. Semi coraggiosi (pp. 120, € 12.00), nonché ora l’incedere variamente filosofico di Andrée Bella, Socrate in giardino. Passeggiate filosofiche tra gli alberi, pp. 208, € 14.00. Socrate-in-giardino_Vìride_Andrea_Di_Salvo
Passeggiate immaginarie, riflesso e amplificazione di quelle a più riprese condotte dall’autrice, psicologa clinica, a partire dalla sua pratica professionale. E dilatatesi, nella trama di etimologie e consonanze vegetali sul filo di varie geografie e latitudini mitiche e letterarie, a restituire i termini della relazione stretta tra psiche e universo naturale. Passeggiate dove, prendendo avvio dal milanese Parco Nord, luoghi e protagonisti botanici vengono interpellati nella loro essenza, nella loro individua irriducibilità di caratteri, forme, profumi, come pure nelle metaforiche figuralità volta a volta assunte in tante distanti cosmogonie. Passeggiate come occasioni per attualizzare, in una sorta di neo Accademia vegetale, l’antica terapeutica filosofica in Esercizi della natura. Esercizi che si vogliono quindi intesi alla conoscenza e alla cura di sé, trasformativamente calcando il presente, coinvolgendo luoghi e corpo.
Se l’Esercizio-passeggiata che principia al tramonto dell’equinozio d’autunno, traguardando una siepe di noccioli, introduce alla consapevolezza dell’accettazione del dover passare per lo spogliarsi della separazione e della perdita, il viale di ippocastani e poi l’incontro con il malandato pino silvestre associa capacità di abbandono e di resistenza, mentre la soglia di un paio di pioppi neri introduce la salita di una collina e quindi il movimento di espansione di uno “sguardo dall’alto”. Fin sulla sommità di un conviviale teatro di verzura dove le colonne di una fabbrica d’armi dismessa (la collina è un artificio che significativamente ne copre le scorie) serviranno poi d’appoggio alla rinnovata primaverile rinascita e fioritura di un glicine profumato.
Condizioni esistenziali evocate e interpretate nell’incontro con pazienti personalità vegetali in una trama davvero affollata di suggestioni, dai luoghi di riflessione di Hillman al de Certeau dell’invenzione del quotidiano, alle geografie di Debord, alle topofilie di Bachelard, intrecciando racconti filosofici, echi di mitologie e tradizioni sapienziali, immaginario e poesia.
Così, l’invito è ancora a camminare accortamente nella consapevolezza dell’immarcescibile affinità acquatica dell’ontano che presiede alla necessità della scelta, della forma, in complementare equilibrio con la perseverante, duttile, frugalità del salice, o a misurarsi nell’Esercizio della quercia e della ghiandaia che ci dice di un solidale interdipendente coesistere nella catena delle connessioni tra anima e cosmo. E via smarrendosi e ritrovandosi per passeggiare sentieri interrotti e vie cittadine dove pure l’insopprimibile vitalità del fico irrompe tra le crepe di un muro e l’inaspettata fragranza di un calicanto metropolitano induce a costruirsi immaginari diversi.

Andrée Bella, Socrate in giardino. Passeggiate filosofiche tra gli alberi, Ponte alle grazie, pp. 208, € 14.00, recensito da Andrea Di Salvo su Alias della Domenica IV, 26, Supplemento de Il Manifesto del 20 luglio 2014


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